Silvio Berlusconi rinuncia ad andare in tv da Enrico Mentana, ospite della sua trasmissione, Matrix dove avrebbe parlato di giustizia. «Gli argomenti porposti farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal governo per cedere il passo al gossip», ha spiegato il premier. E la riunione del Consiglio dei ministri iniziato poco prima delle 10 venerdì mattina ha all’ordine del giorno solo la nomina di alcuni vertici degli enti previdenziali e l’esame di leggi regionali. Poi la retromarcia si completa con la notizia che nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di venerdì non ci saranno le intercettazioni. Quasi sicuro dunque il ripensamento: niente decreto legge, ma solo un disegno di legge. La lettura politica della scelta arriva da Antonio Di Pietro. «Almeno adesso le cose sono chiare: loro facevano il decreto per impedire che venissero pubblicate queste intercettazioni. Hanno capito che non le pubblicano più e quindi non si fa più il decreto… questo la dice lunga sul modo di agire dell’attuale governo». «Così – aggiunge Di Pietro – tutti i cittadini potranno rendersi ben conto di che cosa sia questo governo e la corte che circonda Berlusconi… Sono stati sorpresi nuovamente con le mani nella marmellata ed erano pronti a fare un decreto per limitare i danni…». Per il segretario Pd Walter Veltroni le urgenze del paese sono ben altre. «In queste ore si sta discutendo, in modo diviso nella maggioranza, se fare o meno un decreto sulle intercettazioni, noi chiediamo che lo facciano ma su salari, stipendi, pensioni e prezzi che sono la vera emergenza del Paese».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76830
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