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Anche Tremonti dubita dei suoi rimedi

Luglio 15, 2008 · Lascia un Commento

«Il fantasma è arrivato tra noi». Con queste parole Giulio Tremonti ha lanciato l’allarme sul rischio povertà che minaccia l’Europa. Citando se stesso (suo il libro «Il fantasma della povertà») l’immaginifico ministro ha dato voce a tutte le paure che su-scita l’attuale congiuntura. Crescita in picchiata (dall’1,5 stimato l’anno scorso, quest’anno si chiuderà forse allo 0,5 se non allo 0,3 come dice Confindustria), produzione industriale in caduta (l’ultimo dato di maggio segna un meno 6,6% in un anno), inflazione in risalita (al 3,8%), consumi sempre più fermi. Fino a quell’ennesimo record del debito pubblico diramato ieri dal bolletitno Bankitalia a 1.661,4 miliardi nell’aprile scorso, nonostante l’aumento delle entrate tributarie. E come se non bastasse, anche mercati finanziari che bruciano risparmi e investimenti a ogni seduta (solo ieri l’Europa ha volatilizzato circa 180 miliardi di euro). Insomma, quel fantasma per l’economia si chiama stagflazione. Il ministro la teme come la peste: sa che non c’è niente di più impopolare che una congiuntura di questo genere. Quale ricetta propone? Finora si è visto solo un grande allarme, un «dagli all’untore» contro la globalizzazione, le banche, i petrolieri e la loro speculazione (parola amatissima), di cui parlerà anche lunedì a Milano. I nemici sono loro, assieme magari a qualche banca centrale: Bankitalia o la Bce, ma non la Fed che invece è stata la vera causa della crisi finanziaria in atto.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77091

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