Tellodg’s Weblog

La fabbrica del televoto

Maggio 7, 2009 · Lascia un Commento

Con l’avvicinarsi del 7 giugno comincio a temere come la peste (suina) il momento in cui entrerò in cabina elettorale, aprirò il lenzuolone di carta e mi troverò dinanzi all’atroce dilemma: se spedire in Europa una «letteronza» o una scienziata nata nel 1922, una concorrente del Grande Fratello la cui piattaforma politica colpevolmente mi sfugge oppure una femminista, speranza e sol dell’avvenir, che fra non molto compirà un secolo.

Espulsa la politica dai licei e dalle università – nelle quali è ridotta a lobby e hobby per minoranze – e tramontata in una pernacchia l’era della cosiddetta società civile, ci si rivolge agli unici mezzi ancora in grado di compiere una qualche forma di selezione: la tv e Internet.

Ma pure il Pd, che già ai tempi di Veltroni non era insensibile al fascino di certi personaggi televisivi, ha un giovane leader, il fiorentino Renzi, che è stato un concorrente della «Ruota della fortuna», ha candidato alle Europee un conduttore del Tg1 e ha scoperto la dialettica implacabile della trentanovenne Debora Serracchiani in un video di YouTube.

«Almeno si potesse tele-votare», ha chiosato quel giovane al telefonino, ed è chiaro che ciò che a qualcuno di noi può ancora sembrare un incubo – Berlusconi e Franceschini che arringano la folla, indicando non più i propri programmi ma i propri codici: 01 e 02 – cominci a essere considerato da molti come un’evoluzione normale e da qualcuno addirittura come una forma più partecipata di democrazia.

Fonte:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=618&ID_sezione=56&sezione=

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